Carabiniere ucciso – Anche gli avvocati di Elder Lee chiedono la scarcerazione

Carabiniere ucciso – Anche gli avvocati di Elder Lee chiedono la scarcerazione

Agosto 6, 2019 0 di fiorbatt

– CARABINIERE UCCISO –

ANCHE GLI AVVOCATI DI FINNEGAN ELDER LEE, IL PRESUNTO ASSASSINO DI MARIO CERCIELLO REGA, CHIEDONO LA SCARCERAZIONE

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“NON CONOSCE L’ITALIANO, AVEVA PAURA DI ESSERE STRANGOLATO DAL CARABINIERE”

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MA LE 11 COLTELLATE RACCONTANO UNA STORIA DIVERSA.

Gli #avvocati di #Finnegan #Lee #Elder, il giovane #americano accusato di aver ucciso il #vicebrigadiere Mario #Cerciello #Rega, hanno presentato istanza di #scarcerazione al Tribunale del #Riesame romano. Secondo gli avvocati Capra e Borzone, il diciannovenne non si era reso conto di essere di fronte a un #militare e si sarebbe difeso “temendo di essere #strangolato“. Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel #Hjorth restano reclusi a Roma, nel Carcere Regina Coeli Roma. Qui hanno ricevuto le visite dei loro #genitori, arrivati dagli Stati Uniti.

Il deposito del ricorso segue quello del suo amico e connazionale Christian Gabriel #Natale Hjorth, accusato di concorso in #omicidio. Attualmente la difesa non ha presentato istanza d’urgenza, ed è quindi probabile che l’udienza sia fissata a #settembre, ossia dopo la sospensione estiva delle attività giudiziarie che ogni anno si ha nel mese di #agosto. In questo mese, quindi, il pool di #avvocati composto da americani e italiani avrebbe il tempo di studiare la migliore linea difensiva da portare davanti al giudice per ottenere la scarcerazione del presunto assassino.

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“#Elder ci ha detto che aveva paura di essere strangolato, di essere oggetto di un’aggressione da parte di Cerciello quella notte, non sapeva che fosse un carabiniere”: queste le parole esatte dei legali del 19enne americano.

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Da parte sua, invece, Natale Hjorth ha dichiarato di non sapere che l’amico avesse con sé un coltello: una spiegazione che non convince gli inquirenti, tanto che il giovane è stato accusato di concorso in omicidio. E, proprio questa mattina, il padre di Gabriel Natale è andato a trovare il figlio nel carcere di Regina Coeli: l’uomo, accompagnato sottobraccio forse da un parente, non ha voluto rispondere alle domande dei cronisti chiedendo rispetto per la vicenda in cui è coinvolto il figlio.

(fonte Fanpage)

 
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