Roma, carabiniere ucciso a coltellate da due nordafricani: aveva 35 anni. È caccia all’uomo

Roma, carabiniere ucciso a coltellate da due nordafricani: aveva 35 anni. È caccia all’uomo

Luglio 26, 2019 0 di fiorbatt

Un carabiniere di 35 anni è stato uccisoa Roma nella notte con alcune coltellate mentre era in servizio. È accaduto in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati, poco dopo le 3. Dalle prime informazione sembra sia stato colpito da un uomo, probabilmente nord africano, bloccato insieme a un altro perché ritenuti responsabili di furto e estorsione.

Secondo quanto si apprende si tratterebbe di un vice brigadiere, Mario Cerciello Rega. Il militare, originario di Somma Vesuviana, è stato accoltellato da un individuo, probabilmente un cittadino africano, nel corso di un servizio per assicurare alla giustizia gli autori di un reato.

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Il sovrintendente, con altri colleghi che stavano svolgendo le indagini, si era appostato per fermare due persone ritenute responsabili di un furto e conseguente tentativo di estorsione, quando una delle due ha estratto un coltello e ha ferito più volte il vicebrigadiere dei Carabinieri mortalmente. Almeno sette i fendenti inferti al vicebrigadiere dal nordafricano, ancora in fuga. Inutili i soccorsi presso l’ospedale S. Spirito dove il militare è poi deceduto: fatale è stata una coltellata che ha raggiunto Mario Cerciello Rega al cuore.

I due nordafricani sono riusciti a fuggire e sono tuttora ricercati: si tratta di due magrebini alti circa un metro e 80, magri, uno con felpa nera e l’altro con felpa viola. Uno dei due ha dei capelli mesciati. Mario Cerciello Rega si era sposato da poco più di un mese e aveva compiuto 35 anni meno di due settimane fa, come ha spiegato l’Arma su Facebook.

«Nella sua nuda essenza anche la tragedia più grande è fatta di numeri: il Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega aveva 35 anni, era sposato da 43 giorni e 13 ne erano passati dal suo ultimo compleanno. È morto stanotte a Roma per 8 coltellate, inferte per i 100 euro che i 2 autori di 1 furto pretendevano in cambio della restituzione di 1 borsello rubato. In gergo si chiama ‘cavallo di ritorno’» – si legge nel post dei Carabinieri –

«Ma quei numeri non sono freddi, sono il conto di un’esistenza consacrata agli altri e al dovere, di una dedizione incondizionata e coraggiosa, di un amore pieno di speranze e di promesse. E la tragedia reca la cifra più alta: l’infinito».  «Il più vivo dolore per una mancanza che affligge 110 mila Carabinieri. Il più vivo cordoglio ai Suoi cari, che stringiamo in un immenso, unico abbraccio», conclude l’Arma.

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