Turismo

Viaggiare all’estero con gli scambi interculturali, come funziona?

Partire per uno scambio culturale all’estero è un’esperienza arricchente da diversi punti vista. Si ha l’occasione di entrare in contatto con una nuova cultura, di imparare una nuova lingua e di conoscere le abitudini di residenti in altri paesi, vivendo proprio la quotidianità.
Si può organizzare uno scambio interculturale a partire dalle medie e con un’
assicurazione per gli studenti universitari all’estero ci si può tutelare da ogni inconveniente durante e dopo il viaggio e dalle garanzie in merito a sanità e permanenza. Se si decide invece di trascorrere un periodo all’estero con l’università si può scegliere il percorso Erasmus.
Scopriamo insieme
come funziona viaggiare all’estero con gli scambi interculturali e quali sono le opportunità.

Scambi interculturali all’estero: cosa sono
Lo scambio interculturale all’estero è
un programma formativo, da organizzare di concerto con le scuole o mediante il sostegno e la consulenza di aziende specializzate, che prevede la permanenza all’estero di uno studente per un periodo prestabilito, che può essere un trimestre, un semestre o l’interno anno scolastico.
L’
obiettivo è accrescere le proprie competenze linguistiche mediante la frequentazione di scuole locali o la convivenza con famiglie che offrono la propria disponibilità a ospitare studenti. Diventa però l’occasione per apprendere anche la cultura locale e vivere esperienze di crescita personale e sociale che contribuiranno a formare la propria personalità.

Scambi interculturali all’estero: come funziona

Gli scambi interculturali
possono essere di diversa tipologia e riguardare diverse fasce d’età. Sono favoriti e in parte finanziati dalla Comunità Europea, che eroga dei fondi che poi vengono incanalati in sistemi nazionali e convertiti in borse di studio o agevolazioni sui costi. In alcuni casi è la stessa scuola a prevedere dei finanziamenti per questi progetti, anche in base alla condotta degli studenti. Dai dati emerge che nel 2022 il numero di studenti che sceglie di studiare all’estero per un periodo è cresciuto del 35% rispetto al 2019, anno dopo il quale i viaggi sono stati sospesi a causa del Covid. E nel 2023 si prevede un ulteriore aumento del 10%. Una risposta importante sull’interesse dei giovani a formarsi a tutto tondo, soprattutto confrontandosi a livello internazionale.
Ecco
le tipologie di interscambi culturali:

  • scambi interculturali durante le medie e le superiori: lo scambio interculturale avviene a partire dai 13 anni e si vive con una famiglia del luogo frequentando la scuola partner individuata nel percorso. La famiglia che ospita lo studente sarà ovviamente adeguatamente formata e informata nella gestione del periodo di permanenza;
  • scambi culturali in famiglia: simile allo scambio curato direttamente dalla scuola, ma in questo caso ci si affida completamente alla famiglia, che gestirà non solo vitto e alloggio, ma anche l’inserimento a scuola;
  • scambi interculturali estivi: si svolgono nei periodi in cui la scuola è chiusa e sono pensati per chi teme che uno scambio culturale durante l’anno possa essere troppo impegnativo per raggiungere gli obiettivi formativi;
  • scambi culturali universitari: mentre si studia all’università si può decidere di trascorrere un periodo all’estero, frequentando i corsi presso un altro ateneo. Il periodo di studi, che viene concordato mediante un progetto, permette di conoscere altre modalità di insegnamento e di estendere le proprie competenze.

Il consiglio è di concordare con la scuola il percorso di formazione e di coordinarsi con le scuole e le aziende partner dei vari progetti.

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