Come sarà la fase 2 del Coronavirus: cosa succede dal 4 maggio per negozi, bar, uffici e vacanze

Come sarà la fase 2 del Coronavirus: cosa succede dal 4 maggio per negozi, bar, uffici e vacanze


Bar, ristoranti, negozi, uffici, fabbriche, scuola, trasporti, vacanze e uscite da casa: dal 4 maggio si dovrebbe partire con la fase due dell’emergenza Coronavirus, con tante novità per la vita di tutti i giorni degli italiani. Vediamo quali potrebbero essere le regole da seguire nelle attività quotidiane con la ripartenza.


La fase due non partirà prima del 4 maggio, assicura il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Non ci sarà una ripartenza anticipata, già in questi giorni, per alcune attività produttive, secondo quanto spiega Palazzo Chigi smentendo le voci circolate negli scorsi giorni. D’altronde serve ancora tempo per organizzare la ripartenza graduale. Si pensa a istituire delle linee guida nazionali, pur non escludendo l’ipotesi – riemersa anche nelle ultime ore – di una riapertura differenziata per Regione. Rimane possibile anche la soluzione che prevede lo stop agli spostamenti da una Regione all’altra, almeno in un primo momento. Intanto si ipotizzano vari scenari riguardanti la riapertura dei negozi, delle aziende, delle fabbriche, ma anche delle attività commerciali come negozi, bar e ristoranti. Restrizioni anche per gli uffici, mentre le scuole quasi certamente resteranno chiuse fino a settembre. E intanto si pensa a come potremo passare le vacanze estive, valutando sia il problema dei trasporti che l’utilizzo dell’app per tracciare gli spostamenti.

La riapertura su base regionale
L’ipotesi di una riapertura su base regionale è stata confermata anche dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Che durante la trasmissione Che tempo che fa ha sottolineato che si sta ragionando anche “su una regionalizzazione delle riaperture”. Ovviamente considerando quali Regioni hanno meno contagi: lì è più facile tracciare i contatti, spiega. Più complicato fare lo stesso nelle zone più colpite, invece. Quindi la valutazione che si sta facendo è quello di ripartire non con misure nazionali, ma con riaperture diverse in base alle Regioni dal 4 maggio.

Le riaperture delle aziende
Per poter ripartire le aziende potrebbero dover compilare un modulo di autocerficazione: una dichiarazione utile per garantire che stiano rispettando le prescrizioni sulla dotazione dei dispositivi di sicurezza personale, le regole sulla sanificazione, quelle sulla presenza contingentata dei dipendenti e sull’assistenza di un medico a cui far riferimento. Inoltre, le aziende devono garantire turni diversificati e continuare a privilegiare, dove possibile, lo smart working.

Le regole sul posto di lavoro e negli uffici
I lavoratori dovranno passare per il termoscanner prima di entrare in azienda. Poi ogni impresa dovrà avere a disposizione un medico: interno o esterno, in quel caso rivolgendosi all’Asl, per avere una vigilanza costante e assistenza in caso di sospetti contagi. Tra le postazioni dovrà sempre essere garantita la distanza minima di un metro, continuando comunque a puntare sullo smart working o su fasce orarie differenziate in modo da avere meno persone contemporaneamente negli uffici.

Bar e ristoranti
Per la riapertura di bar e ristoranti si dovrà aspettare di più. Sono tra le attività considerate a rischio medio-alto e per questo si sta pensando anche a una soluzione alternativa: in un primo momento potrebbero riaprire solamente per un servizio take away, da affiancare alle consegne a domicilio. In questo caso si prevederebbero ingressi contingentati come avviene ora per i negozi aperti. Per la riapertura completa si dovrà aspettare ancora un po’: i dipendenti, poi, dovranno utilizzare sempre mascherine e guanti. Al bancone dovrà essere rispettata la distanza di un metro, mentre ai tavoli aumenta a due metri per permettere il passaggio dei camerieri in sicurezza.

La ripresa delle attività produttive
L’idea, espressa soprattutto da alcune Regioni, è quella di far ripartire come prima cosa i cantieri edili, sia pubblici che privati. Poi si potrebbe procedere con il settore tessile, la moda e la filiera dell’automobile. Tra le prime attività produttive a ripartire ci potrebbero essere i mobilifici e le aziende di artigianato che non prevedano un ingresso del pubblico né un’alta concentrazione di lavoratori. Altre Regioni, intanto, chiedono di riaprire come prima cosa le filiere internazionali per non soffocare l’export.

Negozi e supermercati
Per la riapertura dei negozi si dovrà calcolare la metratura dei locali. La regola basilare prevede che con 40 metri quadri di locale potranno stare al suo interno due dipendenti e un cliente. Sopra questa dimensione, invece, dipenderà dagli spazi disponibili. Negli esercizi più grandi, inoltre, si dovranno prevedere percorsi differenziati di entrata e uscita. All’ingresso e alle casse dovrà essere fornito gel disinfettante e i locali dovranno essere puliti due volte al giorno: all’apertura e durante la pausa. I dipendenti dovranno sempre indossare la mascherina. Inoltre nei supermercati i clienti saranno obbligati a indossare i guanti.

Il trasporto
Per il trasporto pubblico si dovranno rispettare una serie di regole: su bus e metro ci saranno solo passeggeri seduti, mantenendo le distanze e quindi con posti alternati. Si cercherà di favorire l’utilizzo delle auto e il traffico privato. Nelle città, per esempio, si pensa di aprire le zone a traffico limitato, ovvero niente restrizioni per l’ingresso nei centri delle grandi città. Altra ipotesi è quella di aumentare sensibilmente il numero delle corse di auto e bus, dove possibile. Ancora, altra idea allo studio è quella di prevedere delle zone in cui lasciare le auto per usare servizi di sharing, anche delle bici.

Uscite per fasce d’età e attività motoria nei parchi
Per gli spostamenti non si escludono differenziazioni sulla base delle fasce d’età. L’idea è quella di procedere con più cautela per gli anziani, limitandone gli spostamenti. Così come si cercherà di limitare gli assembramenti per i più giovani. Dal 4 maggio, inoltre, si dovrebbero riaprire i parchi, con limitazioni proprio per i più anziani. Nei giardini cittadini si potrà andare, comunque, per una passeggiata e per l’attività motoria, ma si continuerà a vietare gli assembramenti e i picnic.

L’app Immuni
L’utilizzo dell’app Immuni per tracciare i contatti sarà solamente su base volontaria, come spiegato dal commissario Domenico Arcuri. Ma si sta pensando anche di limitare gli spostamenti per chi non la scaricherà. L’obiettivo è quello di raggiungere il 70% degli italiani, secondo la previsione dello stesso Arcuri, che sa che comunque l’app è utile anche se si raggiunge una fetta leggermente inferiore di persone. Per gli anziani si ipotizza l’uso di un braccialetto che sostituisca gli smartphone per semplificare la vita a chi è meno avvezzo alla tecnologia.

La ripresa della scuola a settembre
Non si tornerà in classe prima di settembre, come ha pre-annunciato la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Si esclude, inoltre, una ripresa in aula durante l’estate. Per ora si continuerà con la didattica online. Gli studenti saranno tutti ammessi al prossimo anno, con i recuperi di eventuali insufficienze a settembre. Tanto che i dirigenti scolastici chiedono che quel mese venga impiegato solamente per i corsi di recupero. Per la maturità, invece, si fa sempre più probabile l’ipotesi di un’unica prova orale da svolgere in via telematica.

Le vacanze estive
Il governo vuole garantire la possibilità per gli italiani di andare in vacanza questa estate. Lo sto facendo pensando a un bonus vacanze che li incentivi a passare le ferie nel nostro Paese, facendo così ripartire un settore in crisi nera a causa dell’emergenza Coronavirus. Il problema è come andare in vacanza, con la difficoltà di evitare assembramenti in spiaggia, per esempio. Si pensa a ombrelloni distanziati e a ingressi solo su prenotazione. Si consiglia, in generale, il turismo di prossimità, evitando spostamenti eccessivi e puntando molto non solo sul mare, ma anche su montagne e borghi.

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