Mattia travolto da un’auto pirata, le ultime parole alla mamma prima di uscire: “Ti amo, lo sai”

Mattia travolto da un’auto pirata, le ultime parole alla mamma prima di uscire: “Ti amo, lo sai”


proseguono le indagini sul tragico incidente dell’Infernetto, zona sud di Roma, con gli investigatori che hanno sequestrato e disposto accertamenti sul cellulare dell’investitore di Mattia Roperto per capire se il giovane fosse al telefono al momento dell’investimento. Verrà eseguita anche una perizia sull’automobile e verranno analizzate le immagini delle telecamere di sicurezza installate in zona.

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“Prima di uscire mi aveva detto ‘ti amo, tu lo sai'”. Queste sono state le ultime parole che Mattia Roperto, il 14enne travolto e ucciso da un’auto pirata nella notte a Roma, ha rivolto alla mamma prima di uscire con i suoi amici per festeggiare l’ultimo giorno di scuola. Poco dopo è stato investito da un 22enne risultato positivo sia all’alcol test che al test tossicologico. La madre, la signora Antonella, ha parlato oggi ai microfoni della Vita di Diretta.  “Come faccio a portare mio figlio piccolo nella stessa scuola dove è andato Mattia? Come faccio a stare tranquilla? Abitiamo a 200 metri da qui”, aveva dichiarato ieri sera. Via Cilea, la strada dove si è verificato l’incidente, è pericolosissima secondo i residenti del quartiere e più volte hanno chiesto l’installazione di dossi pedonali.

Sequestrato il cellulare di Federico, l’investitore
Intanto proseguono le indagini sul tragico incidente dell’Infernetto, zona sud di Roma, con gli investigatori che hanno sequestrato e disposto accertamenti sul cellulare del 22enne per capire se il giovane fosse al telefono al momento dell’investimento. Verrà eseguita anche una perizia sull’automobile e verranno analizzate le immagini delle telecamere di sicurezza installate in zona. Federico C., questo il nome del ragazzo, sarà interrogato domani dal gip Livio Sabatini. La procura gli contesta il reato di omicidio stradale. Secondo gli amici di Mattia la macchina andava a una velocità altissima, sicuramente superiore al limite consentito, ma forse addirittura superiore ai 130 chilometri all’ora. L’impatto è stato violentissimo e anche l’automobile è rimasta gravemente danneggiata, tanto che alcuni testimoni sostengono che proprio perché la macchina era ormai distrutta, e non per dovere, l’investitore si sia fermato sul luogo dell’incidente.

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