Coronavirus in Spagna, 17mila morti. Da oggi prova a ripartire: riaprono le attività non essenziali

Dopo due settimane di lockdown totale e quasi 17mila morti, passato il drammatico picco dell’epidemia di coronavirus, la Spagna da oggi prova a ripartire. E riaprono, seppure fra rigidissime misure di igiene e sicurezza, alcune attività «non essenziali», come uffici, edilizia e industria.

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Una ripartenza – ricorda il quotidiano El Pais – contestata da molti operatori sanitari e da parte delle forze politiche e amministrazioni territoriali, come ad esempio la Catalogna.

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Restano invece per ora chiusi scuole, cinema e teatri, ristoranti locali e bar.

La riapertura parziale – stabilita con decreto del governo Sanchez del 29 marzo – prevede misure stringenti sui posti di lavoro: distanziamento, uso di disinfettanti e mascherine ecc., controlli nelle strade, la distribuzione gratuita di 10 milioni di mascherine sui mezzi pubblici a chi non può andare al lavoro sui mezzi privati e la pubblicazione di un decalogo di comportamenti igienico-sanitari corretti.

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Scende intanto il numero di vittime. Nelle ultime 24 ore ne sono state registrate 517, secondo i dati del ministero della Sanità, per un totale di 17.489 dall’inizio della crisi. I casi di Covid-19 sono 169.496 , mentre le persone guarite 64.727. Da ieri a oggi i contagiati sono aumentati del 2% e le vittime del 3%, il più basso incremento dall’inizio della pandemia in Spagna.