Incubo lockdown: in Inghilterra a casa due milioni di persone, chiusura in Spagna, zone rosse in Francia

Incubo lockdown: in Inghilterra a casa due milioni di persone, chiusura in Spagna, zone rosse in Francia

A pochi giorni dall’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità, con l’Europa nell’occhio del ciclone, arrivano le prime misure restrittive. Scattano oggi in Inghilterra i primi lockdown locali che coinvolgeranno due milioni di persone con chiusure mirate nel nord-est del Paese.

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Il ministro della Sanità britannico Matt Hancock ha allargato il cerchio già introdotto nelle settimane scorse in città come Birmingham, Bolton o Leicester ai Comuni di Newcastle e Sunderland, nonché nelle aree del Northumberland, di North e South Tyneside, di Gateshead e della contea di Durham. Previste limitazioni più severe sui contatti sociali e sugli orari di apertura di pub e locali pubblici definite «una risposta immediata» alle «preoccupazioni» per il nuovo incremento dei contagi da coronavirus nella zona con tassi d’infezione locali compresi al momento fra 70 e 103 casi diagnosticati per ogni centomila abitanti, nettamente superiori alla media nazionale.

Lockdown totale per tre settimane a partire dalle 14 di oggi in Israele, primo Paese al mondo a reintrodurlo. Lo farà però con una serie di eccezioni, soprattutto per la partecipazione alle cerimonie religiose, che hanno suscitato non poche perplessità. Possibile estensione del blocco che varrebbe anche per le scuole. 

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Chiusure mirate anche in Spagna nella regione di Madrid, che conta circa un terzo di tutti i casi attivi nel Paese. «Stiamo prendendo delle misure, ma non basta. Non funzionerà nulla se non agiamo in modo responsabile. C’è stato un rilassamento nei comportamenti che noi non possiamo affrontare», ha dichiarato Antonio Zapatero, responsabile di Madrid per la risposta al Covid-19.

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Nonostante i quasi diecimila casi positivi giornalieri registrati negli ultimi giorni non chiude la Francia che prosegue la sua politica sulle zone rosse, oltre quaranta distribuite in tutto il territorio. Resiste la Germania seppur con un nuovo record di duemila casi in un giorno (non accadeva dal 21 agosto) e una situazione definita «grave» in quattro regioni bavaresi.

Sta meglio di tutte l’Italia che si conferma con i contagi che variano dai 1200 ai 1600 al giorno. L’ultimo bollettino ne ha registrati 1.585 con oltre centomila tamponi e tredici decessi. Al momento non è allo studio alcuna misura restrittiva e la situazione resta sotto controllo. A preoccupare è l’aumento dei posti occupati in terapia intensiva che ha raggiunto quota 212, ma ben al di sotto delle altre nazioni europee.

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