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Minzione frequente: quando c’è da preoccuparsi

by Danilo

La minzione frequente rappresenta una vera e propria condizione patologica, che si contraddistingue per un incremento della quantità di espulsioni di urina – le minzioni, appunto – nel corso delle 24 ore. Questo incremento può essere permanente o transitorio. Nel caso in cui all’incremento di frequenza urinaria corrisponda l’emissione di scarsi volumi si parla di pollachiuria, mentre se si riscontrano volumi urinari consistenti si ha a che fare con la poliuria. La minzione frequente è una condizione comune, ma non per questo da sottovalutare. Essa può essere originata da molteplici fattori: per esempio una patologia transitoria e leggera come la cistite, oppure gli stati d’ansia, o ancora una condizione grave come un tumore alla vescica. Proprio per questo motivo si tratta di un sintomo che non deve essere trascurato. Al contrario, il caso clinico merita di essere approfondito nel dettaglio, tenendo conto di tutti i sintomi associati, così da identificare in maniera corretta la causa sottostante.

Le cause della minzione frequente

Nella popolazione generale, e in modo particolare negli adulti, i disturbi urinari sono molto comuni. In effetti il bisogno di urinare spesso, che spesso comporta l’espulsione di quantità modeste, è una delle più frequenti ragioni per le quali si richiede un consulto medico. La cistite infettiva è una causa piuttosto comune: si tratta di una infiammazione della vescica che nella maggior parte dei casi è di origine batterica. La pollachiuria, in tale condizione, può essere associata a una leggera febbre e alla stranguria, che comporta dolore nella minzione. Si possono verificare anche emissioni di urine con cattivo odore o ematuria, cioè espulsione di urine di colore rosso a causa della presenza del sangue. Se, invece, le urine che vengono emesse sono torbide, si parla di piuria, e la causa è da individuare nella presenza di globuli bianchi e batteri.

La vescica irritabile

La vescica irritabile è un’altra delle più frequenti cause di pollachiuria, ed è correlata all’instabilità del detrusore. Tale condizione comporta una contrattilità superiore del detrusore, non per forza con elevati volumi vescicali, o addirittura in presenza di stimoli diversi, come l’ascolto dello scroscio di acqua. Anche se di modesta entità, le contrazioni del detrusore sono interpretate come stimolo a urinare, e così vengono espulse urine in modesta quantità. Nelle persone che hanno avuto a che fare in passato con problemi di calcoli renali, invece, si può riscontrare una calcolosi vescicale, che consiste nella presenza di calcoli dentro la vescica, in grado di favorire la contrazione del detrusore.

Il carcinoma prostatico

Le patologie alla prostata negli uomini non di rado sono caratterizzate da disturbi della minzione; è il caso, in particolare, dell’ipertrofia. Ecco perché tali disturbi devono essere presi in considerazione come potenziale causa di pollachiuria, a maggior ragione nel caso di soggetti anziani. La pollachiuria in molti casi può essere associata a disturbi come la sensazione di incompleta minzione, la minzione intermittente, la difficoltà a cominciare la minzione, la disuria e il gocciolamento terminale.

La poliuria

Per quel che riguarda la poliuria, una delle cause più comuni è il diabete mellito, specialmente di tipo I; in questo caso oltre all’aumento della frequenza di minzione abbinato all’espulsione di volumi urinari consistenti si ha a che fare anche con astenia, calo di peso e aumento della sete, la cosiddetta polidipsia. Il diabete insipido, invece, è una patologia endocrinologica meno comune che si contraddistingue per una produzione ridotta di ADH, che promuove a livello dei reni il riassorbimento dei liquidi; dunque, nel caso in cui vi sia un deficit di tale ormone si verificano disidratazione e poliuria.

Perché aumenta l’emissione di volumi urinari

In molti casi l’incremento dei volumi urinari è dovuto semplicemente al fatto che si beve di più. Per altro, non bisogna dimenticare che l’introito di liquidi nel nostro organismo non dipende solo dalle bevande, ma anche dagli alimenti: si pensi per esempio alla frutta come il cocomero o alla verdura come il cetriolo o il pomodoro. La poliuria può riguardare anche i soggetti che si trovano nelle fasi iniziali di una condizione di insufficienza renale, mentre più raramente la colpa può essere attribuita a farmaci come la gentamicina e il litio.

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