sabato, Aprile 17, 2021

In Lombardia ospedali vicini al collasso: è necessario il lockdown

Pronto soccorso lombardi: siamo vicini al collasso, è necessario il lockdown “Ora bisogna chiudere. Siamo arrivati al punto che è  necessario un lockdown. La situazione di rischio è generalizzata, riguarda tutta la regione”, ha detto Guido Bertolini, responsabile del Coordinamento Covid-19  per questi reparti

“Chiediamo di applicare, subito, le misure più restrittive di contenimento della diffusione del virus nella società, su tutto il territorio regionale, o almeno nelle aree  più a rischio (come Milano) senza indugio e a costo di impopolarità. Le ultime misure rappresentano un passo avanti, ma purtroppo non sono  sufficienti”.

E’ l’appello dei pronto soccorso lombardi. A farsene  portavoce è Guido Bertolini, responsabile del Coordinamento Covid-19  per questi reparti. Sentito dall’Adnkronos Salute, chiarisce il senso del messaggio: “Ora bisogna chiudere. Siamo arrivati al punto che è  necessario un lockdown. La situazione di rischio è generalizzata, riguarda tutta la regione. Soprattutto in alcune aree il sistema  assistenziale è vicino al collasso. Milano è più avanti, ma anche  altre province hanno quell’andamento esponenziale che preoccupa”.     



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  Per Bertolini il problema è proprio questo: “Quando la crescita  esponenziale entra nella fase ripida di salita – spiega – non c’è più modo di controllarla. Ed è necessario chiudere. Ormai è tardi per  altro. Qualunque misura ha effetti fra 10-15 giorni. Anche se  chiudiamo tutto adesso, per 15 giorni andremo avanti a vedere questa  crescita impressionante dei contagi e dei malati che hanno bisogno di  cure con sofferenza degli ospedali. Se i pronto soccorso sono in una  situazione quasi ingestibile, ed è così, quella sofferenza poi arriva  a tutti i livelli. Anche la società non viene risparmiata”.  

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Bertolini pensa alle proteste di piazza di questi giorni. “La narrazione che ci stiamo facendo purtroppo non credo sia  vera – osserva – Quello che non si riesce a comprendere è che lasciare aperto non significa che l’economia potrà correre, con una patologia di queste proporzioni in circolazione. Gli effetti che genera,  l’impatto sull’economia, temo siano maggiori di quelli che si  avrebbero con la scelta di chiudere per un periodo limitato. Chi ha un esercizio non può accettare questa visione, ma i dati sono chiari e ci sono già studi che calcolano i costi della pandemia, indipendenti  dalle chiusure”.       

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Bertolini è bergamasco e ha vissuto da vicino il dolore portato dalla  prima ondata di Covid-19. “Temo che il lockdown saremo obbligati a  farlo e lo capiremo quando inizieremo a vedere le stesse cose che  abbiamo visto a Bergamo a marzo-aprile. Scene veramente impressionanti – come la processione di camion militari che trasportano bare – che  tutti abbiamo nella mente. Penso che arriveremo lì perché ogni giorno di ritardo ha un impatto incredibile. Io capisco che bisogna  salvaguardare l’economia, la società, ma qual è il modo migliore per  farlo? A questa domanda non abbiamo ancora dato una risposta  credibile. Ma è giusto che le persone sappiano qual è la reale  situazione e in che direzione stiamo andando”.

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