lunedì, Aprile 12, 2021

Conte: Natale, addio al cenone con parenti e amici: il Governo anticipa le regole. In 6 a tavola. Negozi e ristoranti riaperti dal 3 dicembre

Sarà letteralmente un Natale diverso rispetto a quello che siamo abituati. Il cenone sarà ridotto ai minimi termini e il distanziamento resta d’obbligo. Addio a baci e abbracci.


PRIME INDICAZIONI. Ieri conte ha dettato le regole per queste festività Natalizie: «Dobbiamo già predisporci a passare le festività in modo più sobrio: veglioni, festeggiamenti, baci e abbracci non è possibile. Al di là delle valutazioni scientifiche, occorre buonsenso: una settimana di socialità scatenata significherebbe pagare a gennaio un innalzamento brusco della curva, in termini di decessi, stress sulle terapie intensive. Prepariamoci a un Natale più sobrio, anche se pensiamo ci si possa scambiare doni e permettere all’economia di crescere». 

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NUOVE MISURE. Per consentire gli acquisti, il Premier, avrebbe pensato alla possibilità di riaprire, dal 3 dicembre, i negozi fino le 22 o 23 con ovviamente ingressi contingentati nei centri commerciali e di riaprire bar e ristoranti. Si tratterebbe quindi anche di allentare il coprifuoco ma soltanto nelle zone meno a rischio.




ZONA PARENTI. Per le Festività sarà consentito ai parenti stretti di spostarsi da una zona rossa per raggiungere la famiglia. Questo per non lasciare soli i “fuori sede”. 


LA TAVOLA. La sera della Vigilia così come per il pranzo del 25 dicembre non ci potranno stare a tavola più di 6 persone. Saranno vietate feste, balli e cenoni in albergo, le piazze saranno chiuse o a numero ristretto. 


LE RIAPERTURE. «Quest’anno il cenone classico con venti persone non si può fare – ha detto il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, Agostino Miozzo – non ce lo possiamo permettere. Il trend è positivo, quindi sarà possibile una riduzione della tensione e la riapertura di alcuni spazi come i luoghi di ristoro, probabilmente in alcune parti del Paese già dal 3 dicembre. L’auspicio però è che si comprenda bene che non possiamo fare il “Natale liberi tutti”» .

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