lunedì, Aprile 12, 2021

Coronavirus, Galli: “Se i contagi non calano bisognerà chiudere tutto, lockdown totale”

“Se nelle prossime due settimane non ci sarà una reale diminuzione dei nuovi casi, nuove chiusure saranno inevitabili”. Questo ha affermato il professor Galli, direttore di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano.

“Se nelle prossime settimane non ci sarà una reale diminuzione dei nuovi casi, nuove chiusure saranno inevitabili”. Queste sarebbero le proiezioni che il professore delinea in un’intervista al Messaggero. “Ciò che succederà nei prossimi 15 giorni, in termini di ricoveri e sofferenza degli ospedali, è inevitabile. I segnali di flessione dei contagi ci sono, flebili. Ma gli effetti su una minore pressione sugli ospedali li vedremo, eventualmente, più avanti”, prosegue. “E purtroppo siamo ancora a 30mila positivi al giorno, se non c’è un’effettiva riduzione, arriveranno giorni ancora più difficili la gestione degli ospedali”.

In terapia intensiva siamo a 91 posti letto in più occupati al giorno, in area medica 700. Di questo passo tra due settimane gli ospedali saranno allo stremo.



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Andremo in grave sofferenza negli ospedali, dunque?
«Direi che la sofferenza è già in atto. Il potenziamento dei letti dedicati al Covid ha sottratto risorse ad altre attività. Lo stesso vale per il personale. E il rallentamento dei ricoveri lo vedremo solo quando ci sarà una riduzione delle infezioni. Quello che stiamo temendo nei prossimi 15 giorni, invece, è già in cammino. Da questo punto di vista, non ci possiamo fare nulla, non è arrestabile, i ricoveri che avremmo sono effetto di contagi già avvenuti».
Cosa si aspetta?
«Gli ospedali avranno un prolungamento dello stress test. Sa cosa servirebbero? La disponibilità di luoghi per il ricovero delle persone che non necessitano di un letto in un reparto per acuti o per i pazienti che potrebbero essere pre dimessi. Bisogna prepararsi subito».

Secondo il professo Galli, “nella misura in cui sono falliti tutti i provvedimenti necessari per il contenimento, era inevitabile una seconda ondata così forte. Ricordo il 14 settembre. Era il giorno della riapertura delle scuole. Pensai tra me e me incrociando tutte le dita: non ci sono garanzie per i trasporti, le persone che si ammassano per la movida, riaprono le scuole e ci saranno le elezioni. Mi sono detto: la probabilità di non avere una seconda ondata pesantissima, è remota. Mi sarei dato degli schiaffi allo specchio mentre mi facevo la barba. Mi dissi: ma perché ci siamo ricacciati in questo guaio?” La speranza di tutti è che nelle prossime due settimane si vedano i risultati sperati: “Dovremo intensificare l’inseguimento con ulteriori soluzioni per i ricoveri, per i Covid hotel. E dovremo prendere atto alla necessità di altre chiusure…” dice il virologo.

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